
IMPIANTI INOX PER L’INDUSTRIA ALIMENTARE
Impianti inox costruiti per la Food Valley
Costruiamo e installiamo impianti in acciaio inox per l’industria alimentare.
Certificazione EN 1090, officina interna, nessun subappalto.
IL PUNTO DI PARTENZA
Un impianto alimentare non si giudica il giorno dell’installazione
Parmatec impiantistica inox Parma costruisce e installa impianti in acciaio inox per l’industria food and beverage, caseifici, salumifici, birrifici, cantine e stabilimenti di succhi e bevande, sui disegni forniti dai clienti, in Italia e all’estero. Lavoriamo da Pilastro di Langhirano, dentro il distretto in cui il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto di Parma si producono da generazioni.
Un impianto alimentare non viene giudicato il giorno del collaudo. Viene giudicato al terzo anno, quando ha assorbito migliaia di cicli di lavaggio, sbalzi termici e detergenti aggressivi. A quel punto, conta una cosa sola: se le saldature tengono, se il prodotto non ristagna da nessuna parte, se il tecnico dell’ente di controllo trova quello che cerca. Noi costruiamo impianti per quel momento, non per il primo giorno.
IMPIANTI PER L’INDUSTRIA FOOD AND BEVERAGE
Vasche, tubazioni e linee di lavorazione
Se hai un caseificio: vasche, CIP, osmosi inversa
Che si tratti di latte, succhi di frutta, birra, vino o altri liquidi alimentari, ogni superficie a contatto con il prodotto è un punto in cui l’igiene si vince o si perde. Realizziamo vasche, tubazioni e linee di processo curando i dettagli che non si vedono: raggi di raccordo che fanno defluire il liquido, pendenze corrette, saldature interne rifinite.
Dal caseificio al birrificio, dalla cantina allo stabilimento di succhi, seguiamo le linee di trasferimento del prodotto, i circuiti di lavaggio CIP, gli impianti di trattamento acqua per osmosi inversa, il piping tra reparti e le strutture di supporto in carpenteria inox. Tutto costruito nella nostra officina e montato dagli stessi tecnici.
Se hai un birrificio o una cantina: salagione, movimentazione, carichi salini
In ambienti salini e umidi, la scelta della lega non è un dettaglio: decide quanto durerà l’impianto. Le strutture di movimentazione lavorano sotto carico per anni, le zone di lavaggio subiscono cicli aggressivi ogni giorno. Realizziamo telai e strutture di movimentazione in acciaio inox, piping e linee utility, carpenterie per reparti di lavorazione.
Se hai uno stabilimento di succhi o bevande: trasferimento liquidi, trattamento acqua
I liquidi zuccherini e gli ambienti umidi richiedono attenzione alla progettazione igienica. Realizziamo linee di trasferimento, impianti di trattamento acqua, sistemi di stoccaggio e dosaggio in acciaio inox, con particolare cura alla geometria che evita ristagni.
MATERIALI E FINITURE
Quale inox va a contatto con il prodotto
AISI 304 – è la scelta corretta e più economica in tutti i contesti in cui non c’è esposizione a cloruri. Usarlo dove serve il 316 significa rifare l’impianto prima del previsto.
AISI 316 – contiene molibdeno e resiste alla corrosione in presenza di cloruri: è la lega giusta negli ambienti salini, con salamoie o con detergenti aggressivi come le zone di salagione.
Finitura superficiale – una superficie più liscia trattiene meno residui, si pulisce più facilmente e ostacola la formazione di biofilm. Nelle zone a contatto è un parametro di progetto, non un dettaglio estetico.
Conta anche la geometria. Angoli vivi, zone morte e tratti in cui il liquido non defluisce sono i punti in cui un impianto alimentare inizia a diventare un problema, di solito quando è troppo tardi per intervenire senza fermare la produzione.
Il riferimento normativo per i materiali destinati al contatto con gli alimenti è il Regolamento CE 1935/2004, mentre i principi di progettazione igienica sono raccolti nelle linee guida EHEDG. Sul come costruiamo trovi il dettaglio nella pagina dedicata all’officina interna.
TRACCIABILITÀ E CONFORMITÀ
Cosa ti serve davvero quando arriva l’audit
Va detto con chiarezza, perché nel settore si fa confusione: il piano HACCP è del tuo stabilimento, non del fornitore di impianti. Nessun impiantista può certificartelo. Quello che può fare, e che facciamo, è consegnarti un impianto costruito per non crearti problemi in quel piano.
In pratica significa certificati dei materiali impiegati, tracciabilità delle lavorazioni eseguite e documentazione dei controlli sulle saldature. La certificazione EN 1090 che possediamo riguarda proprio questo: non è un bollino, è un sistema di controllo della produzione con procedure documentate e saldatori qualificati.
COME LAVORIAMO
Dal sopralluogo al collaudo
STEP 1 – Sopralluogo nello stabilimento. Vediamo spazi reali, vincoli, collegamenti esistenti e i tempi in cui la produzione può fermarsi. È qui che si decidono leghe e geometrie.
STEP 2 – Costruzione in officina sul progetto del cliente. L’impianto prende forma a Pilastro di Langhirano, dove possiamo pre-assemblare e verificare prima di portare qualcosa in stabilimento.
STEP 3 – Installazione e collaudo da te. Gli stessi tecnici che hanno costruito l’impianto lo montano, con le officine mobili al seguito per risolvere sul posto gli imprevisti.
Pronto a iniziare?
Il primo step è sempre lo stesso: un sopralluogo. Vediamo il tuo ambiente, i vincoli reali, i tempi di produzione. Niente consulenze remote, niente PowerPoint. Veniamo da te.
ASSISTENZA
Manutenzione per impianti food and beverage
Un impianto alimentare vive di continuità. Una linea ferma in un caseificio non è un fastidio organizzativo: è latte che va lavorato adesso. Per questo l’assistenza non è un servizio accessorio, ma parte del modo in cui lavoriamo.
Manutenzione programmata e interventi d’urgenza sono gestiti dagli stessi tecnici che conoscono l’impianto perché lo hanno costruito. Le officine mobili permettono di eseguire lavorazioni e riparazioni direttamente nel tuo stabilimento: il dettaglio è nella pagina dedicata ai cantieri esterni.
PRIMA DI SCEGLIERE
Cosa chiedere a un fornitore di impianti inox per l’alimentare
Se stai valutando più fornitori, queste domande separano rapidamente le offerte confrontabili da quelle che non lo sono.
Chi fa il lavoro
- Chi esegue materialmente le lavorazioni?
- Ci sono subappalti, e verso quali aziende?
- Chi è il mio interlocutore durante il cantiere?
Cosa mi resta in mano
- Quale lega proponi e per quale motivo?
- Quali certificati dei materiali ricevo?
- La tracciabilità delle lavorazioni è inclusa?
Cosa succede dopo
- Chi interviene se l’impianto si ferma tra due anni?
- In quanto tempo potete essere in stabilimento?
- La manutenzione programmata è prevista?
Se le risposte che ricevi sono vaghe su chi esegue il lavoro e su cosa ti resta in mano a fine cantiere, hai già l’informazione che ti serve.
FAQ
Domande frequenti
Conformità HACCP
Il piano HACCP è responsabilità dello stabilimento alimentare, non del fornitore: nessun impiantista può certificarlo. Realizziamo impianti costruiti secondo i principi della progettazione igienica, con materiali idonei al contatto alimentare e documentazione delle lavorazioni, in modo che l’impianto sostenga quel piano invece di complicarlo.
Materiali a contatto
Si usano acciai inossidabili austenitici, principalmente AISI 304 e AISI 316. Il 316 resiste meglio alla corrosione in presenza di cloruri, quindi è la scelta corretta nelle zone di salagione. Conta anche la finitura: superfici più lisce trattengono meno residui.
Parmatec lavora anche su impianti esistenti o solo su nuove installazioni?
Entrambe le cose. Modifiche, ampliamenti e ripristini su impianti già in funzione sono una parte importante del lavoro, spesso eseguiti in stabilimenti attivi con le officine mobili.
Hai una domanda che non trovi qui? Scrivici dalla pagina contatti descrivendo il tuo impianto e la lavorazione che ti serve.
PARLIAMO DEL TUO IMPIANTO
Hai un impianto per l’industria food and beverage da attrezzare?
Raccontaci cosa ti serve: veniamo a vedere e ti diciamo cosa si può fare.
