Domande frequenti

Le domande che ci arrivano più spesso da chi valuta un impianto in acciaio inox o ha bisogno di un intervento. Se la tua non è qui, scrivici: rispondiamo anche alle domande scomode.

Chi siamo e come lavoriamo

Da quanto tempo opera Parmatec e dove si trova?

Parmatec è stata fondata nel 2023 e ha la sede operativa a Pilastro di Langhirano, in provincia di Parma, nel distretto della Food Valley. La struttura è recente, i tecnici che ci lavorano hanno esperienza ventennale nel settore: è una distinzione che ci teniamo a sottolineare.

Cosa significa che lavorate senza subappalti?

Significa che rilievo, prefabbricazione in officina, montaggio in cantiere e successiva assistenza sono eseguiti direttamente dal nostro personale. Restano fuori i componenti commerciali come valvole, pompe e strumentazione, che si acquistano da produttori specializzati. Il vantaggio pratico è che quando qualcosa non va, tra te e chi ha eseguito il lavoro non c’è nessuno.

In quali zone operate?

La sede è a Pilastro di Langhirano e da lì copriamo Parma e l’Emilia-Romagna con i tempi più rapidi. Lavoriamo però anche nel resto d’Italia, in Europa e nei paesi extra UE. Per gli interventi urgenti la distanza conta, e al telefono ti diciamo subito se e quando riusciamo a essere in stabilimento.

Costruite impianti su vostro progetto o sui disegni del cliente?

Costruiamo sui disegni e sulle specifiche del cliente, e quando serve partiamo da un sopralluogo per rilevare misure e vincoli reali dello stabilimento. Non siamo uno studio di progettazione: siamo chi realizza, installa e cura la manutenzione dell’impianto.

Materiali, certificazioni e conformità

Siete certificati EN 1090?

Sì. La EN 1090 riguarda la fabbricazione di strutture e componenti portanti in acciaio: certifica il processo produttivo e le qualifiche dei saldatori, non il singolo pezzo. È il presupposto della marcatura CE sui componenti strutturali che restano in opera. Trovi una spiegazione estesa nell’articolo dedicato alla certificazione EN 1090.

Quali materiali usate per gli impianti a contatto con gli alimenti?

Acciai inossidabili austenitici, tipicamente AISI 304 e AISI 316. Il 316 contiene molibdeno e resiste meglio alla corrosione da cloruri, quindi si usa dove ci sono salamoie, ambienti salini o prodotti acidi. Per ogni fornitura conserviamo i certificati 3.1 dei materiali impiegati.

Realizzate impianti conformi alle normative HACCP?

Il piano HACCP appartiene allo stabilimento, non al fornitore dell’impianto: nessun impiantista può certificartelo, e diffida di chi dice il contrario. Quello che facciamo è consegnare un impianto costruito per sostenere quel piano, con materiali idonei al contatto alimentare, geometrie sanificabili e documentazione delle lavorazioni eseguite.

Come garantite la tracciabilità delle lavorazioni?

Ogni commessa ha la sua documentazione: certificati dei materiali impiegati, qualifiche dei saldatori, controlli eseguiti. Resta a disposizione del cliente ed è la documentazione che serve quando arriva un audit di filiera, momento in cui viene chiesta a te e non al tuo fornitore.

Interventi, tempi e assistenza

In quanto tempo intervenite in caso di guasto?

Non dichiariamo un tempo standard, perché dipende dalla distanza dello stabilimento e dai cantieri in corso in quel momento, e preferiamo non promettere un numero che non potremmo garantire sempre. Quello che diamo è una risposta chiara al telefono una risposta chiara su fattibilità e tempistiche, così puoi organizzarti anche quando la risposta è negativa.

Cosa sono le officine mobili?

Mezzi attrezzati per saldare e lavorare l’acciaio inox direttamente nel tuo stabilimento. Servono quando il pezzo non può essere smontato senza fermare l’impianto, o quando portarlo in officina costerebbe più ore di fermo della riparazione stessa. Permettono di unire diagnosi e intervento in un unico intervento.

Intervenite anche su impianti che non avete costruito voi?

Sì, ed è una parte importante del lavoro di assistenza. In quel caso il primo sopralluogo serve anche a capire come è stato costruito l’impianto e con quali materiali, prima di decidere come intervenire.

Si può lavorare senza fermare tutta la produzione?

Spesso sì, intervenendo su una linea alla volta o dentro le finestre in cui l’impianto è già fermo per sanificazione o cambio produzione. Va valutato durante il sopralluogo, perché dipende da come è fatto l’impianto. Quando non è possibile lo diciamo prima di iniziare, non a lavori in corso.

Preventivi e modalità di lavoro

Lavorate anche in conto terzi?

Sì. Se hai già un ufficio tecnico e una squadra di montaggio e ti serve solo capacità produttiva in officina, lavoriamo su tuo disegno: saldatura, carpenteria inox, skid e componenti su misura, formatura dei collarini. In quel caso paghi la lavorazione e il coordinamento resta tuo.

Posso commissionare solo una parte del lavoro?

Sì. Non tutti i progetti richiedono un servizio chiavi in mano completo. Se ti serve solo la prefabbricazione, o solo il montaggio di componenti che hai già, lo diciamo in fase di preventivo e ti quotiamo quella parte.

Cosa serve per avere un preventivo?

Nei casi semplici basta una descrizione del lavoro con qualche foto. Per gli impianti è quasi sempre necessario un sopralluogo, perché spazi, vincoli e possibilità di fermo cambiano il modo di eseguire il lavoro e quindi il prezzo. Il sopralluogo serve anche a te: è il momento in cui capisci con chi hai a che fare.

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